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Ergonomia Medicina

RESPIRAZIONE E CANTO parte seconda

Franco Fussi

Atteggiamenti respiratori e posturali nel cantante per il controllo del flusso aereo...segue

Ancora, la cosiddetta "respirazione dorsale bassa", partendo dall'assunto che la muscolatura che mette in relazione il diaframma e la gabbia si trova a livello dorsale interno ("il tendine del diaframma") fissa tutto il lavoro respiratorio a livello dorsale inferiore, producendo un'eccessiva delordotizzazione lombare.

Altre tecniche prevedono il raggiungimento di una "stabilità diaframmatica" per realizzare l'equilibrio tra sostegno e appoggio, compiuta con un lieve rientro della parete epigastrica prima dell'attacco vocale, la famosa "fontanella gastrica" di cui scriveva nel suo trattato, vero la metà dell'Ottocento, Manuel Garcia. In tal modo viene in effetti generata una pressione addominale (tensione di parete) e una tensione lungo il perimetro diaframmatico che ne favoriscono l'appoggio e il sostegno contemporaneamente. Le tecniche dell'"arresto costale", invece, tentano di "bloccare" le coste al punto di espansione massima realizzata al termine dell'inspirazione; ne consegue la fissazione in un modello che finisce per relegare il compito espiratorio alla sola componente addominale di sostegno.

In relazione all'equilibrio dei componenti l'unità funzionale precedentemente descritta, un atteggiamento posturale corretto richiede che il tratto cervicale sia mantenuto in posizione eretta, in allungamento nucale, evitando così la lordosi e l'estensione e sollevamento mandibolare; ricordiamo tra l'altro che una postura scorretta a questo livello ha un'influenza non solo sulla dinamica respiratoria ma anche direttamente sul timbro per alterazione dei rapporti morfovolumetrici del vocal tract. Le spalle dovranno essere aperte ma rilassate, per non sollecitare la muscolatura accessoria alta; condizionano favorevolmente questo atteggiamento quelle pedagogie che ricercano una posizione sternale moderatamente elevata come unendo il palmo delle mani alzando le braccia sopra la testa e riabbassandole, a spalle rilassate. Inoltre dovrà essere evitato un "irrigidimento" della colonna dorsale in estensione, segno di esagerata trazione anteriore del diaframma per eccessivo innalzamento toracico costale, da imponente intervento della muscolatura accessoria.

La zona lombare pelvica non dovrà accentuare la lordosi, ma essere tendenzialmente delordotizzata, onde favorire il sostegno per l'abbassamento della parte posteriore del diaframma. Questa ricerca di delordotizzazione andrà tuttavia esercitata senza eccessi per non provocare una chiusura "riflessa" della (per non essere accentuata dalla chiusura/inflessione della) parete anteriore. Queste particolarità posturali sono evidenti nella corretta attività inspiratoria del cantante lirico, che si riferisce, ad esse ed ai meccanismi muscolari correlati, cori i termini didattici di "appoggio del diaframma" (nella ricerca di situazioni di espansione) e "sostegno sul diaframma" (nella ricerca di stabilità in preparazione all'attacco ' vocale). Il mantenimento di tale postura garantisce inoltre il controllo sulla risalita del diaframma nell'attività canora, gestito dall'equilibrio tra le forze di "appoggio" e di "sostegno" che nella didattica hanno significato diverso dall'accezione in fase inspiratoria, e tra loro antitetico: si parla di "appoggio del/sul fiato" e di "sostegno del/sul fiato". Nel primo caso è prevalente l'azione diretta al mantenimento del diaframma in posizione abbassata ed espansa, cioè il contrastare la sua risalita per ridurre il flusso aereo transglottico e prolungarlo: ciò viene soprattutto ricercato nella prima parte di una frase musicale.

Nel secondo caso si tratta dell'esperienza di un supporto muscolare che guidi la risalita del diaframma a seconda delle esigenze e in connubio con le forze antitetiche di appoggio: è su questo che viene puntata particolarmente l'attenzione nell'ultima parte di una frase musicale, quando il volume polmonare è ridotto. Nella posizione eretta, per assicurare maggiore stabilità di questo insieme colonna diaframma (sempre intesa come unità funzionale), la postura più corretta sarà quella con base d'appoggio stabile sugli arti inferiori, che si situeranno entro un'area che non superi il diametro delle proprie spalle sia in senso frontale (piedi moderatamente allargati) che sagittale (un arto avanti l'altro).

Considerando che tale postura viene realizzata per un certo tempo con una certa spesa muscolare, è importante che sia confortevole e non provochi tensioni accessorie disturbanti: è pertanto utile mantenere una certa flessibilità sugli arti inferiori con ginocchia lievemente flesse. Sarà suggerita una postura del collo a nuca allungata rispetto alla posizione delle spalle, ma senza irrigidimenti, in modo che la rotazione collo testa non sia limitata. Questo contribuirà tra l'altro anche a evitare inclinazioni, sollevamenti o stiramenti anomali della scatola laringea permettendo quella libertà di gestione del sistema glottico sovraglottico che favorisce sia un corretto passaggio tra i registri vocali che l'esecuzione delle agilità, e che gli antichi maestri di canto definivano col termine di "flessibilità della gola". In posizione eretta, nella gestione del flusso aereo nel canto, si ha l'intervento di pressioni muscolari toraciche e addominali, con predominanza delle ultime. L'addome è molto attivo: nell'inspirazione mantiene un tono interno, la cosiddetta "tensione di parete" addominale, compiendo perciò escursioni relativamente limitate. Si potrebbe dire che l'addome, nell'inspirazione, tonifica meccanicamente il diaframma difendendone l'allungamento e provvedendo ad una base relativamente ferma contro cui può contrarsi: già in questa fase le sensazioni sono di una respirazione contemporaneamente appoggiata e sostenuta. Un modo per rendersi conto dell'importanza di ciò è osservare un paziente il cui addome è paralizzato: si ha distensione e appiattimento diaframmatico con inspirazioni abnormemente lente.

Un'altra conseguenza del tono addominale interno in posizione eretta è che la gabbia è allargata per aumento della pressione addominale: cioè, la pressione addominale agisce direttamente sulla superficie interna delle costole fluttuanti attraverso la zona di apposizione, ossia quella regione dove il diaframma si sovrappone alla porzione più inferiore della gabbia, espandendo perciò la gabbia perimetralmente, verticalmente ed esternamente in direzione inspiratoria. Inoltre la pressione addominale forza il tendine centrale del diaframma rostralmente, facendo sì che le sue fibre costali contribuiscano a spingere verticalmente ed esternamente la gabbia. Hixon ha descritto questo legame tra addome e gabbia come un meccanismo passivo dell'apparato respiratorio: infatti una compressione manuale dell'addome nel cadavere ne espande la gabbia. Il vantaggio dell'espansione della gabbia nel canto è che i suoi muscoli vengono allungati ed aumenta la loro capacità di generare rapidi e precisi controlli pressori come richiesto nella fase fonatoria al cantante.

Quando i muscoli addominali sono mantenuti attivi, l'addome può servire corre una base stabile contro cui la gabbia toracica inferiore può contrarsi per elevare la pressione polmonare. Lo spostamento del volume polmonare è in effetti riflesso più efficacemente dal movimento della gabbia toracica, come è evidente quando è richiesta una rapida spesa aerea (come per espirare rapidamente una "h"). Per effettuare infatti gli stessi cambiamenti di volume polmonare, l'unità addominale diaframmatica dovrebbe compiere movimenti molto più grandi rispetto al torace, costituendo perciò una strategia meno efficace. Ne sanno qualcosa gli allievi di quei maestri di canto che equivocano il concetto di sostegno del fiato con l'attivazione di una contrazione diretta solo verso l'interno ("spingi in dentro e in alto").

Per contro, se la muscolatura addominale non fosse tuttavia mantenuta grandemente attiva nella fase espiratoria, la contrazione dei muscoli toracici forzerebbe l'addome esternamente così da disperdere la maggior parte dello sforzo muscolare toracico. E' quello che succede nel tentativo di seguire i dettami di quei maestri che chiedono di spingere giù il diaframma, di spingere in basso e in fuori la pancia. Riassumendo, le forze in gioco in posizione eretta sono: nell'inspirazione il diaframma e gli addominali, nell'espirazione la gabbia toracica e, ancor più, gli addominali. Nella posizione in ginocchio bisognerà realizzare un« base di appoggio ampia sulle ginocchia, facilmente attuabile nella cosiddetta posizione "half kneeling" o del "cavalier servente". Ciò assicura una maggiore stabilità della zona lombare pelvica permettendo l'appoggio della parte posteriore del diaframma e quindi un maggior controllo sull'espirazione ed il controllo sulla lordizzazione di questa parte. In posizione seduta è meglio adottare una base allargata a ginocchia flesse, controllando la posizione della pelvi sempre in atteggiamento delordotizzante.

E' sfavorevole l'atteggiamento a gambe distese, poiché si provoca tensione dei muscoli posteriori di coscia e bacino che agirebbero con/sulla eccessiva delordotizzazione e conseguente infossamento della parte anteriore di torace ed addome. Contrariamente a quanto si crede tra i cantanti, non è importante se i piedi non toccano il suolo, ma che le ginocchia siano flesse e la base di seduta allargata. Il sedersi a terra, sera su un fianco (cosiddetto "side sitting") assicura una postura più corretta della parte lombare e toracica, in quanto risulta una posizione più stabile per il bacino; i cambiamenti da questa posizione durante il canto andrebbero guidati dal tronco e dagli arti inferiori preservando la stabilità toraco lombare, assecondando così il concetto basilare di ergonomia del proprio rachide. In posizione supine, invece, la funzione che l'addome ha in posizione eretta viene sostituita dalla gravità. Cioè la gravità sostiene meccanicamente il diaframma attraverso un'azione espiratoria passiva sull'addome; sarà allora più importante l'intervento dei muscoli inspiratori e del diaframma in fase di rifornimento aereo, così come il controllo della gabbia toracica in espirazione. Nella posizione supina il volume polmonare è ridotto per contatto del dorso anche se il diaframma è molto attivo.

Quanta più parte della gabbia toracica è libera dal contatto al suolo tanta più escursione toracica potrà attuarsi, creandosi una migliore situazione per appoggio ed escursione del diaframma (sia in inspirazione che in espirazione). In tali posizioni è dunque importante un parziale sostegno (braccio, cuscino, eco.) per assicurarsi una larga base d'appoggio statico, senza comunque gravare col peso su un unico punto, anzi distribuendolo su più basi per evitare contrazioni parassite (in genere toraciche superiori).

Un'altra considerazione generale sugli adattamenti posturali nel canto è che l'utilizzo di pesi in scene, durante il canto risulta nocivo non solo perché aumenta il lavoro muscolare espiratorio a glottide forzatamente chiusa, ma anche in quanto influenza il lavoro del diaframma relativamente alla sua discesa durante l'inspirazione, coinvolgendo muscoli che influiscono come accessori sulla respirazione e mettendo in contrazione le spalle. Meglio allora sarà simulare qualsiasi sforzo fisico imposto da scelte registiche.

Considerando i sopracitati rapporti anatomofunzionali fra attività del diaframma, ed allineamento posturale del rachide, pelvi ed arti inferiori, sarebbe utile considerare alcuni aspetti di prevenzione per il mantenimento di una postura corretta nel cantante. Due gli scopi principali: il rinforzo della "cintura" toraco addominale il mantenimento di una certa elasticità e tonicità della zona dorso lombare con particolare attenzione alla muscolatura posteriore di rachide, pelvi e arti inferiori (detta, in termine tecnico, "catena posteriore").

Per quest'ultimo punto saranno sufficienti, a scadenza regolare, semplici esercizi di stretching mantenuto (cioè mantenendo la posizione di allungamento per 20 40 secondi) per i muscoli posteriori, attuabili in posizione seduta con arti estesi (per es. toccare la punta dei piedi) o in posizione supina con anche flesse da 60° a 90° (arti sempre: estesi). Inoltre, andranno ricercati allungamenti e mantenimenti di elasticità muscolare anche per il distretto cervico dorsale per prevenire irrigidimenti e atteggiamenti statici scorretti a livello del cingolo scapolare e capo collo (come spalle sollevate o rachide cervicale in atteggiamento cifotico o eccessivamente lordotico). Qualora si presentino particolari atteggiamenti statici scorretti o squilibrati ed asimmetrici del rachide potrà essere utile attuare tecniche specifiche che richiedono un intervento terapeutico di tipo globale. Citiamo in particolare: tecniche di rilassamento tipo Schultz training autogeno tecniche di Rieducazione Posturale Globale (RPG) secondo il metodo Souchard o secondo la metodica Mezieres (scuole francesi di terapia manuale). Queste tecniche sono atte in specifico a ripristinare l'atteggiamento posturale corretto ed adeguato a facilitare l'attività complessa funzionale del muscolo diaframma. L'eventuale scelta di tale approccio nel cantante richiederebbe comunque una valutazione specifica interspecialistica foniatrica e fisiatrica.

Bibliografia
Fussi F., Magnani S.: L'arte vocale; Ed. Omega, Torino, 1994
Hixon T.J.: Respiratory Function in Speech and Song; Taylor and Franci s Lt.d, Lor don , 1987
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Souchard P.E.: La respirazione; Ed. Marrapese, Roma, 1988
Sunddberg J. et al.: Influence of Body Posture and Lung Volume on Subglottal Pressure Control During Singing; Journal of Voice, vo1.5, n°4, pp.283 291, Raven Press Ltd, New York, 1991

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Daniele Franchini