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Le sindromi da sovraccarico nei musicisti e "l'atleta musicale"

di Cristina Franchini

La mano è uno strumento preziosissimo per il musicista, anche se essi raramente ne conoscono l'anatomia e tanto meno la fisiologia.
La mano è parte del corpo, appendice estrema di un organismo che per funzionare nel migliore dei modi richiede il mantenimento di un equilibrio perfetto e di una funzione ottimale.

Quali sono i problemi di natura funzionale che possono interessare un musicista?
Per certi aspetti sono analoghi a quelli che, ben più noti, colpiscono gli atleti: contratture muscolari, traumatismi di vario grado, fratture da durata, tendinopatie, borsiti.
Tutta una serie di problemi nota come "Sindromi da sovraccarico funzionale", "Overuse Syndrome" per la letteratura internazionale.
Ma che cos'è in realtà una sindrome da sovraccarico?
È un trauma?
È uno sforzo?
È una malattia?

Per Sindrome da sovraccarico (SDS) si deve intendere quella condizione derivata dall'eccesso, dall'abuso o dal cattivo uso che una determinata persona fa delle sue possibilità fisiologiche.
Il sovraccarico, che non è da confondersi con lo sforzo acuto ed improvviso, è un evento che compare nel tempo, è determinato da diversi fattori come l'uso prolungato, il carico eccessivo, le posture scorrette, gli strumenti inadeguati.
Tutte queste, ed altre condizioni, possono determinare una sofferenza delle strutture muscolari e legamentose soprattutto agli arti superiori.
Le lesioni da sovraccarico dell'apparato locomotore sono frequenti nei pazienti che esercitano un'attività sportiva o musicale in modo intensivo e continuativo.
Non stupisca il paragone, ma da più parti è entrato nel linguaggio comune parlare di "atleta musicale", che rende più chiara la necessità che ha anche un musicista di essere in condizioni fisiche adatte alle esigenze della propria attività.
Le lesioni sono identificabili come micro traumatrismi, sovraccarico, termine che solitamente traduce quello inglese più usato di "overuse".
L'età, gli sforzi, i fattori meccanici specifici, sono elementi molto importanti nella determinazione di una lesione da sovraccarico. È frequente riscontrarle in soggetti giovani senza precedenti patologici (15 - 25 anni) oppure nei soggetti più adulti (30 -40 anni) con intensa attività.

I fattori favorenti una sindrome da sovraccarico sono molto diversi tra loro, possono essere intrinseci od estrinseci.
I fattori metabolici come un'ipercolesterolemia, l'iperuricemia, alterazioni anatomiche di tipo congenito sono da annoverare tra i fattori intrinseci, mentre i fattori estrinseci possono dipendere da un errore nella pratica, nell'allenamento, nella quantità, nell'aumento improvviso del tempo dedicato al lavoro (necessità di preparare in breve tempo un concerto o un esame), nell'aumento dell'intensità con cui si pratica quel determinato lavoro; nei dilettanti è frequente vedere comparire una sindrome da sovraccarico per un errore di tecnica o per un cattivo adattamento allo strumento usato.

Si possono distinguere sindromi da sovraccarico benigne, per lo più descritte dal musicista come un dolore diffuso che compare durante l'attività strumentale e che scompare al momento della sospensione, e le sindromi da sovraccarico "gravi", o vere e proprie "Overuse Syndrome" caratterizzate da dolori persistenti che non scompaiono con il riposo.

Altre forme di Sindrome da Sovraccarico sono le compressioni vascolo nervose che comportano pesantezza agli arti superiori, parestesie, rallentamento del gesto musicale, e la Distonia di funzione, che è la patologia più temuta dai musicista perché può essere causa di una interruzione definitiva di ogni attività artistica.
Da pochi anni si è diffusa e consolidata la necessità di istituire speciali servizi a cui i musicisti possano rivolgersi per ricevere assistenza e soprattutto consiglio preventivo. Infatti è nella prevenzione, nella conoscenza della propria anatomia, analogamente alla conoscenza della musica da eseguire, che il musicista può trovare sicurezza e forza per la propria espressione musicale.

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Daniele Franchini