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INDAGINE SULLE PROBLEMATICHE MEDICHE DEGLI ESECUTORI MUSICALI : "L'ATLETA MUSICALE"
Cristina Franchini, Gian Luca Casadio Prati, Lorenza Landi, Paola Cornazzani, Paola Ricciardelli.
Le arti musicali e da spettacolo sono, da sempre, parte integrante dell'esperienza umana. L'uomo fin dagli esordi della storia, ha cercato nell'arte il mezzo per esprimere emozioni, per onorare le divinità e le ha applicate come riflesso del proprio rispetto per il mondo che lo circonda.
La musica, la danza, le arti drammatiche sono importanti manifestazioni in tutte le culture, perciò queste attività vengono tramandate ai membri più giovani della società. Sarà perché le arti fanno parte della nostra esperienza quotidiana che difficilmente le consideriamo come un lavoro o un'occupazione? Forse per questo si è data poca attenzione alla salute degli esecutori artistici, non così nello sport dove la medicina sportiva è da tempo una disciplina ben codificata. Gli esecutori artistici, come gli atleti, sono a rischio di trauma da lavoro e una considerevole percentuale di loro sviluppa problemi legati all'uso dei loro strumenti, richiedendo talvolta la sospensione dell'attività.
Da vari anni è presente nella letteratura specializzata un interesse crescente per questo settore e per le correlazioni possibili tra patologie e peculiarità di arti e professioni.
Nel nostro studio ci siamo soffermati nel settore degli esecutori artistici in particolare dei musicisti, poco sviluppato, soprattutto in Italia.
I problemi riscontrati più frequentemente in letteratura, sono le sindromi da sovraccarico funzionale, le incongruenze visive, le difficoltà di coordinamento funzionale. È noto che la ripetizione di un gesto può essere all'origine di numerosi problemi dell'apparato muscolo scheletrico che non sono specifici di un determinato mestiere. In questi casi si deve però considerare come in alcuni particolari mestieri quei problemi possono essere fonte di grave limitazione e pregiudizio per l'esecuzione dello stesso.
Nel titolo "l'atleta musicale", il paragone con lo sportivo non è casuale in quanto gli artisti devono esercitarsi intensamente, costantemente e, soprattutto per gli esecutori di musica classica, la riproduzione deve essere perfetta e ottenibile solo con lunghi allenamenti.
Per sensibilizzare medici e artisti a questo tema, abbiamo proposto un questionario conforme a normative internazionali di screening degli esecutori musicali a: l'Accademia "Incontri col Maestro" di Imola, la Banda musicale di Imola e l'Orchestra Sinfonica di Macerata.
Dai dati rilevati risulta che il 46% erano femmine e il 54% maschi, con una età compresa tra 18 e 44 anni.
Per quanto riguarda le abitudini di vita, l'unica differenza evidente è nell'assunzione d'alcool in cui solo il 23% delle femmine riferisce di assumerlo, contro il 58% dei maschi.
Il numero dei solisti è sovrapponibile al numero d'orchestrali e l'85% dei soggetti si definisce destrimane.
Il pianoforte è lo strumento maggiormente rappresentato (44%), Il restante 66% è distribuito in eguale misura fra gli altri strumenti. Abbiamo un solo vocalista.
L'impegno musicale medio è di circa 5 ore di lavoro e studio al giorno. La frequenza delle esibizioni è mediamente di 1-3 al mese.
La parte riguardante il profilo psicologico è molto ampia e volutamente è stata per ora tralasciata, perché sarà oggetto di una futura elaborazione da parte dello psicologo del gruppo. Ma da una prima analisi delle manifestazioni dello stress abbiamo notato che il 22 % dei musicisti che ha risposto, ritiene che il proprio grado di stress sia superiore a quello dei colleghi; il 55% ritiene che sia uguale e il 24% ritiene di avere un livello di stress inferiore al resto dei colleghi.
Le più frequenti manifestazioni dello stress riferite sono: la tachicardia (18%) è fortemente invalidante, i tremori alle mani (15%) e la sudorazione delle mani è (28%) sono pregiudiziali per una corretta esecuzione, il 17% riferisce tensione muscolare, un 20% lamenta perdita di concentrazione e solo il 6% presenta problemi respiratori.
Un altro punto importante nella valutazione dei problemi muscolo scheletrici è valutare quali siano le posture richieste dallo strumento, in quale sede vengano riferiti i sintomi, se e quali siano gli eventuali problemi di coordinamento motorio.
I musicisti hanno riferito dolore al collo nel 20% dei casi, al rachide lombare nel 25%, all'arto superiore destro nel 21% e all'arto superiore sinistro nel 33%. Quest'ultimo dato potrebbe essere collegato al fatto che, come abbiamo detto, la maggioranza dei musicisti intervistati è destrimane, ma la esecuzione musicale richiede un'abilità dell'arto destro sovrapponibile a quella del sinistro e quest'ultimo è spesso essere meno "addestrato" dalle necessità della vita quotidiana.
Essendo il nostro campione rappresentato per la maggior parte da pianisti, la posizione di lavoro più frequente è risultata quella seduta (80%) rispetto a quella eretta (20%), ma non sono pochi coloro che devono assumere anche una posizione ritorta (9%) e/o reggere il peso dello strumento (26%.
Due sono le sedi in cui i problemi di coordinamento neuromotorio sono particolarmente indicativi e possono interferire con la corretta esecuzione musicale, la bocca (26%) e le mani (41%). Gli strumenti che possono determinare problemi buccali sono particolarmente il violino, a causa della mentoniera e gli strumenti a fiato, per la necessità di dovere, a lungo e con forza, soffiare l'aria nello strumento.
Abbiamo anche chiesto quanti fossero coloro che hanno sentito la necessità di consultare un medico o altro terapeuta, di fronte ad un problema medico ritenuto relativo alla propria professione. La risposta che abbiamo avuto è stata nella grande maggioranza negativa: pochi hanno detto di essersi rivolti ad uno psicologo (7%), pochissimi musicisti hanno affermato di conoscere tecniche di rilassamento muscolare e di presa dei coscienza del proprio corpo, gli altri si sono rivolti ad un terapeuta, chiropratico/massaggiatore (20%) o esperto in tecniche posturali e di rilassamento. La richiesta di consulenza medica è risultata enormemente lacunosa.
Dal nostro studio possiamo dedurre come questo sia un campo tuttora inesplorato, soprattutto qui in Italia, ove manca una vera presa di coscienza sia da parte degli esecutori che dei loro maestri.
Ma è necessario una Medicina diversa per gli artisti?
Se consideriamo le malattie dal solo punto di vista dei sintomi e delle cure potremmo rispondere di no perché le patologie degli artisti sono ne più ne meno uguali a quelle che possono colpire qualsiasi altro lavoratore.
Ma ci preme sottolineare come le caratteristiche di azione ben specifiche cui è sottoposto ogni diverso tipo di artista, hanno una importanza differente nelle varie patologie. Per questo motivo il medico che si occupa degli artisti, terrà ben presente le particolarità del lavoro di ogni musicista.
Le singolari esigenze dei diversi strumenti creano dei problemi, così le posture scorrette, le tecniche non ergonomiche, l'eccessiva forza, l'eccesso d'uso e lo scarso riposo contribuiscono a provocare traumi che poi diventano cronici e che possono causare dolore, disabilità e talvolta obbligare ad interrompere l'attività.
E' molto importante che i musicisti imparino a controllare la loro forza che utilizzano nell'esecuzione, che conoscano le posture più opportune da assumere, che mantengano le loro articolazioni in una posizione intermedia alla loro ampiezza di movimento, devono imparare ad usare il maggior numero di muscoli e se possibile ridurre l'uso del corpo quando sono richieste posizioni tese e fisse. Inoltre gli artisti, che devono essere in grado di "sentire" con ogni parte del loro corpo, devono avere un sistema neurologico integro con le capacità percettive, (vista, udito, tatto) in grado di sostenerli appieno.
Le arti, ritenute fonte di piacere e di svago, non sono molto considerate come fattore di rischio per l'artista.
Abbiamo rilevato una scarsa sensibilità per questi problemi anche e soprattutto tra i musicisti stessi
Tenendo presente che l'esecuzione e la perfezione si ottengono a costo di lunghi sforzi, riteniamo sia nostro compito affrontarli in modo consapevole per prevenire i problemi e trattarli. Pertanto per chi si occupa di questi soggetti è indispensabile conoscere le correlazioni tra lo strumento e le caratteristiche del musicista.
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