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La Distonia questa sconosciutaa cura di Cristina Franchini - dicembre 2002La distonia è una alterazione molto particolare che interessa il controllo dei movimenti, si associa talvolta alla presenza di contrazioni muscolari e movimenti involontari che sfuggono al controllo neurologico solo durante determinati gesti, è caratteristica la assenza di dolore. Nota anche come "crampo dello scrivano" o "crampo del musicista", interessa per lo più il IV e V dito delle mani, ma può colpire anche i muscoli delle labbra, come avviene nei suonatori di flauto o altro strumento a fiato. L'età media dei musicisti colpiti da distonia è di 38 anni. Nel corso della carriera musicale, circa l'8 - 27% dei musicisti è suscettibile di un problema distonico. L'arto superiore è quello ad essere maggiormente colpito (75% dei pazienti) ed i pianisti, così come altri strumentisti di corde, sono quelli principalmente interessati; seguono fiati e percussioni. La presenza delle distonie dei musicisti è molto sottovalutata, anche se nella maggioranza dei casi, i musicisti lamentano disturbi mal definiti, presenti da mesi o anni. La sintomatologia, spesso ridotta o nascosta, è scarsa e compare specificatamente al momento dell'esecuzione di movimenti molto fini e complessi. Per questo è difficile da identificare se non si visita il paziente mentre lo si ascolta e lo si vede mentre suona lo strumento. Tutto è reso più difficile dal fatto che il musicista si lamenta usando un linguaggio specifico, molto particolare, "irregolarità del vibrato" , o " irregolarità del trillo" "perdita di swing" o di "groove" per un jazzista, problemi di "doppio colpo di lingua" per un trombettista, di "drive" per un batterista.. Alcuni usano metafore o citazioni musicali per esprimere il disappunto. Molto frequentemente i musicisti riferiscono che nel corso dei mesi precedenti alla visita, hanno avuto necessità di incrementare drasticamente la regolare attività quotidiana. La condizione che presentano, la distonia, è tipicamente priva di dolore, ma questo può sopraggiungere talvolta in fasi tardive. Nei primi tempi, l'atteggiamento distonico, molto variabile nelle diverse persone, si manifesta dopo un certo lasso di tempo dall'inizio dell'esercizio strumentale, si accompagna a contrazioni muscolari lente e persistenti, tali da provocare, secondo lo strumento, degli atteggiamento fissi. Perciò è opportuno visitare il paziente con lo strumento. L'esame fisico di una visita medica standard è povero di segni, per cui quando c'è il sospetto, si impone una visita di "patologia musicale". Molti sono i trattamenti medici proposti per cercare di risolvere questi fenomeni distonici, ma il successo è scarso. In molti casi, le performance in pubblico non possono più essere effettuate e talora la sospensione totale dell'attività musicale professionale si impone. Se sono stati bene identificati il o i muscoli coinvolti si possono effettuare iniezioni di tossina botulinica, ma tale pratica presenta molti limiti, anche se in qualche musicista ha dato discreti risultati. Inoltre, alle diverse terapie mediche, è necessario associare altre strategie: una corretta cinesiterapia, la modificazione della tecnica strumentale, il sostegno psicologico se si associa una sindrome depressiva. Come prevenire questi problemi. In effetti la migliore terapia della distonia è quella della prevenzione, il musicista non deve poter mai arrivare ad una condizione di stabilizzazione della distonia. Per ciò che il miglior trattamento è quello profilattico; appena compare un lieve disturbo , mentre si suona, sospendere, non forzare il lavoro e prendere tempo. Sbagliano quei musicisti che studiano per 3-4 ore senza pausa; un programma ragionevole di lavoro deve prevedere periodi, senza interruzione, di 20 - 40 minuti al massimo. In occasione di un concerto, di una performance, per non perdere la sonorità, è opportuno frazionare i periodi di lavoro strumentale con un riscaldamento progressivo. |
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Webmaster Daniele Franchini |