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Riabilitazione e riequilibrio posturale nei musicistiMarina Lo FaroLa riabilitazione con approccio globale, parte dal concetto che ogni individuo è caratterizzato da proprie specificità, sulle quali si adatteranno e si modelleranno le tecniche appropriate, per formulare un percorso riabilitativo individuale.Non esiste quindi tecnica elettiva, ma soltanto una scelta terapeutica, maturata sulla base della raccolta dei dati durante la valutazione funzionale del paziente e la verifica seguente.Questo concetto trova maggiormente la sua applicazione nell'ambito della riabilitazione del musicista, dove una stessa funzione "suonare", è esplicata in modo diverso, sia funzionalmente per i distinti strumenti e tecniche, sia a livello interpretativo per le peculiarità individuali.Come alcuni accordi della stessa melodia possono avere suono diverso perché a sua volta diverso sarà l'esecutore o semplicemente dissimile ogni esecuzione da un'altra, così una stessa patologia "cervicalgia", assume connotati e sintomatologia differenti, da ricondurre sempre e solo al soggetto ed al suo quadro posturale.Va da sé che la terapia non potrà essere una sola, come un rimedio sintomatico, ma dovrà rispettare la globalità e contemporaneamente la specificità del soggetto.Solamente un'attenta e mirata valutazione funzionale, porterà a delineare il percorso riabilitativo.Esso mira ad evidenziare i disequilibri funzionali sia statici sia dinamici, per scegliere poi le strategie rieducative del gesto motorio e dei suoi adattamenti posturali. In questo percorso il terapista si avvalerà di varie tecniche per raggiungere l'obiettivo, dalla branca di terapia manuale (manipolazione della fascia secondo Stecco, pompage e terapia manuale secondo Bienfait, trattamento secondo McConnell, concetto Maitland, terapia Cyriax, mobilizzazione del sistema nervoso secondo Burtler, ecc.) alla riabilitazione posturale (Mezier, Souchard) ed a quella propriocettiva (Kabat, Perfetti ecc.).Ne consegue che conoscenza ed esperienza appianeranno la strada nel delineare il percorso riabilitativo.Attualmente la fisioterapia disponendo di nuove cognizioni e di tecniche tra loro complementari, ha la possibilità di operare in varie patologie, anche laddove in passato come risoluzione venivano proposte tecniche invasive oppure più drasticamente l'abbandono della professione. Non di meno sarà utile proporre al paziente-musicista, di affiancare alla terapia tecniche per favorire ulteriormente la percezione e la coscienza del sé "psico-motorio" (Alexander,Feldenkrais, Schultz ecc.) nonché tecniche quali la ginnastica dolce,Pilates,l'antiginnastica ecc...Ognuna di esse si integrerà con il mantenimento degli obiettivi raggiunti.I disturbi funzionali insorgono quando ci si allontana dalla funzione,segue il concetto che dinanzi al dolore vissuto come problema sintomatico,l'immobilità porti conseguentemente a peggiorare la patologia.Questo concetto ,credo fortemente , sia ancora più pregnante di significato nel paziente musicista,dove la funzione sostanzialmente è movimento altamente armonico e finemente specializzato.Terapie che mirano al blocco funzionale o che usano tecniche segmentarie, non rispetteranno la dinamicità del gesto e la sua espressività poliedrica.Un pianista compie sì in prima analisi gli stessi movimenti ripetuti all'ennesimo, ma ogni percussione del tasto ed ancora ogni scorrimento delle mani sulla tastiera,sarà di volta in volta differente per il brano eseguito,per la diversità del pianoforte usato,per la situazione del concerto (orchestra,recital ecc.) nonché e soprattutto per la peculiarità del singolo individuo.La musica, scrive Vladimir Jankelévitch filosofo-musicologo, "ha un mistero che è l'ineffabile,l'inesprimibile,perché su di esso c'è infinitamente,interminabilmente da dire. L'ineffabile,grazie alle sue proprietà fecondamene ispiratrici,agisce piuttosto come un incanto e differisce dall'indicibile quanto l'incanto dalla fascinazione".E più in là ancora."non si pensa la musica,per contro si può pensare secondo la musica,o in musica,o musicalmente,essendo la musica un avverbio di modo del pensiero". Il gesto motorio e quindi la performance musicale,porta con sé questa enorme intensità di significato,dove il musicista non è solo "l'atleta" del suo strumento, ma colui che unisce spettacolare tecnica ad eloquente bellezza espressiva.Ridurre la fisioterapia ad una riabilitazione segmentaria, impoverirà il trattamento non riconoscendo la ricchezza espressiva dell'esecuzione musicale, e produrrà un beneficio temporaneo,lontano dall'equilibrio raggiunto con tecniche e visione globali. |
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Webmaster Daniele Franchini |