|
Medicina per gli Artisti |
|
|
home |
|
links | news | documenti | canto | danza | strumenti | indice |
Argomenti vari Ergonomia Medicina Torace chitarra |
Patologia e possibile relazione con l'occupazione in un gruppo di orchestraliA. Provenzani, M.G. Verso, G. Lacca, G. Sorce, C. D'Agostino, S. Piazza, D. Picciotto*Introduzione In Italia vi è una carenza di dati epidemiologici riguardanti l'attività professionale dei musicisti, in quanto spesso non sottoposti a sorveglianza sanitaria. Data la complessità dei movimenti eseguiti nel corso dell'esecuzione strumentale, essi rappresentano una popolazione di lavoratori a rischio di "Cumulative Trauma Disorders", i cui fattori predisponenti sono non solo i movimenti ripetitivi, rapidi e precisi dell'arto superiore, ma anche le condizioni disergonomiche legate all'utilizzo degli strumenti (1-3). Particolare rilievo deve essere dato inoltre al rumore, in quanto il suono degli strumenti costituisce per i musicisti un rischio specifico che deve essere valutato nell'ambito della prevenzione del danno uditivo (4). Scopo del presente lavoro è rilevare la presenza delle patologie muscolo-scheletriche dell'arto superiore, nonché le affezioni uditive, respiratorie e cardiovascolari in un gruppo di strumentisti professionisti di un'orchestra di un Ente lirico palermitano. Materiali e Metodi Lo studio è stato condotto utilizzando i dati ottenuti dalle visite periodiche effettuate nell'ambito dell'attività ordinaria di sorveglianza sanitaria svolta sui dipendenti di un importante Ente Lirico di Palermo: i soggetti valutati sono stati i 116 componenti dell'orchestra. I lavoratori sono stati sottoposti, a partire dal 1998, ad anamnesi, ad esame obiettivo e ad elettrocardiogramma, spirometria e audiometria tonale liminare. La casistica raccolta e distinta per le diverse mansioni è stata suddivisa per sesso, età, consumo di sigarette. Dei 116 orchestrali da noi visitati 97 erano di sesso maschile (età media 41 anni, DS 9) e 19 di sesso femminile (età media 39 anni, DS 10). Tra gli uomini vi erano 40 fumatori (1 fumatore di pipa, 26 di oltre 20 sigarette al dì, 13 di circa 10). Gli ex fumatori erano 24. Tra le donne vi erano invece 3 fumatrici di circa 10 sigarette al dì e 2 ex fumatrici. Oltre alle patologie specifiche derivanti dall'esercizio professionale sono state valutate patologie comuni quali ipertensione o cardiovasculopatie, per raffrontare la loro prevalenza con quella della popolazione generale. Risultati, Considerazioni e Conclusioni I soggetti esaminati sono stati ulteriormente suddivisi, in relazione allo strumento suonato, in 4 gruppi: archi, legni, ottoni e percussioni. Dai dati ricavati dalle anamnesi si sono rilevate affezioni a carico dell'apparato osteoarticolare soltanto nel gruppo degli archi, più precisamente per quanto riguarda l'arto superiore. La sintomatologia soggettiva riferita comprendeva, oltre al dolore all'arto superiore, anche astenia e spasmi muscolari, limitazioni articolari cui spesso si associavano parestesie (5-6). All'esame obiettivo di tutti i soggetti di sesso maschile sono stati riscontrati 19 casi di sovrappeso. L'obiettività cardiologica evidenziava in 10 musicisti un'impurità sistolica puntale da ascrivere a prolasso della mitrale. Tra le patologie non attinenti l'esercizio della professione l'affezione più rappresentata è stata l'ipertensione arteriosa in 11 soggetti di sesso maschile, di cui 6 fumatori di 20 sigarette al giorno. Ciò che ha destato maggiore interesse, perché verosimilmente correlabile con l'attività lavorativa, è stata la presenza di diverse limitazioni funzionali delle articolazioni. In particolare citiamo il caso di una violista con epicondilite al gomito dx (diagnosi Rx), di 3 violinisti che presentavano rispettivamente una tumefazione a livello dell'articolazione interfalangea del 1° dito della mano dx, una severa ipostenia ai muscoli della mano dx ed infine una tumefazione latero - cervicale sn con segni di rubor. Inoltre vanno considerati i casi di 1 violista con limitazione alla flessione del collo, di 1 maestro d'orchestra con limitazione ai movimenti di rotazione della spalla sn ed ipotrofia all'arto superiore omolaterale e di 1 contrabbassista con modesta limitazione alla flessione del I e V dito della mano sn. In genere i soggetti con maggiori disturbi sono gli strumentisti con maggiore numero di anni di pratica dello strumento musicale. È quindi evidente l'importanza del fattore età lavorativa (1). Alla luce degli accertamenti sanitari effettuati è possibile affermare che si è riscontrato un significativo numero di "cumulative trauma disorders" a carico dell'arto superiore, in quanto disturbi di tale natura sono stati obiettivati in 7 orchestrali ed erano presenti all'anamnesi anche remota. Le alterazioni elettrocardiografiche riscontrate riguardano 17 soggetti esclusivamente di sesso maschile e non sono correlabili al tipo di attività lavorativa svolto, in quanto trattasi di alterazioni sovrapponibili percentualmente a quanto si riscontra nella popolazione generale. Per quanto riguarda la patologia uditiva, la valutazione dell'esposizione professionale al rumore si è resa difficoltosa dalla discontinuità dell'emissione sonora (4). Dagli esami audiometrici realizzati sono stati riscontrati diversi deficit uditivi in 3 donne e 16 uomini che sicuramente possiamo considerare, se non causati, condizionati dalla frequente esposizione a livelli di rumorosità superiori a quelli della popolazione generale. Anche gli esami spirometrici eseguiti hanno evidenziato in entrambi i sessi patologie ostruttive, restrittive e miste, che non sono state però nella maggior parte dei casi correlate con il tipo di lavoro svolto. Infatti soltanto in 2 soggetti, 1 fagottista e 1 clarinettista, poteva configurarsi il nesso di causalità con l'attività lavorativa svolta. Negli altri soggetti, sia di sesso maschile che femminile, non esposti professionalmente a noxae per l'apparato respiratorio, si rinveniva all'anamnesi il consumo di sigarette e patologie allergiche di tipo asmatico, condizioni che possono influenzare l'instaurarsi di quadri spirometrici sovrapponibili a quelli da noi obiettivati. Dai dati emersi nello studio è nostra opinione sia necessario nell'attività ordinaria di sorveglianza sanitaria valutare in sede di visita preassuntiva lo stato di salute precedente all'esposizione lavorativa, nonché età, sesso, suscettibilità individuale, assunzione di tabacco e inoltre malattie cardiovascolari, respiratorie, neurologiche e infine pregressi eventi traumatizzanti, al fine di non esporre persone particolarmente suscettibili a danni successivi. * A. Provenzani, M.G. Verso, G. Lacca, G. Sorce, C. D'Agostino, S. Piazza, D. Picciotto Istituto di Medicina del Lavoro e Preventiva "G. Fradà", Università degli Studi di Palermo |
|
Webmaster Daniele Franchini |