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IL MUSICISTA E LE FORMICHE
(la sindrome dello sbocco toracico)
a cura di Cristina Franchini - luglio 2004
Dottore, quando suono per un certo periodo sento le formiche che corrono nelle mie mani".
Con queste parole si è presentato un musicista al mio ambulatorio, preoccupato per queste strane sensazioni.
Mi dice ancora: "Dopo che ho suonato per un certo periodo, anche breve, compaiono fastidiosi formicolii alle mani; mi sento stanco e faccio fatica a sorreggere lo strumento. Sono preoccupato, cosa sarà?".
Proseguendo con il racconto vengo a sapere che questo disturbo è presente da tanto tempo, che non avviene sempre, e che scompare con il cambiamento di posizione.
Questo tipo di sintomatologia, che è comune a molte condizioni patologiche che riguardano il collo e gli arti superiori, in certi casi proviene da una condizione anatomico e funzionale a livello della spalla che è nota come "Sindrome dello sbocco toracico".
Lo sbocco toracico è uno spazio anatomico che si forma tra la clavicola, la prima costola e uno dei principali muscoli del collo, lo scaleno; in questo spazio decorrono vene, arterie e nervi provenienti dal rachide cervicale (nervi ulnare e mediano) e che decorrono verso il braccio.
Perciò la "Sindrome dello sbocco toracico", detta anche "Sindrome dello scaleno" , è la condizione nella quale sia i nervi che i vasi possono essere compressi nel loro passaggio.
I sintomi riferiti da chi ne soffre sono: formicolio e parestesie al braccio o alla mano, gonfiore o ridotta circolazione alla mano con sensazione di freddo, dolore o disagio della mano stessa, debolezza, facile affaticamento dei muscoli del braccio o della mano. La diagnosi tuttavia non è immediata, perché questi disturbi sono simili a quelli provocati anche da altre condizioni che riguardano il collo e le braccia, come sindromi radicolari o compressioni nervose ad altro livello (del nervo mediano al polso o del nervo ulnare al gomito), o borsiti della spalla, o ernie discali.
La sindrome dello sbocco toracico non è appannaggio solo dei musicisti, ma per questi si rivela un serio inconveniente. I fattori che concorrono alla comparsa del problema sono molto vari, ad esempio tenere la testa troppo in avanti, le spalle cadenti, portare pesi come borse con gli strumenti o di indumenti sulle spalle, o sostenere con "rigidità" lo strumento mentre si lavora.
Una altra causa di sindrome dello sbocco toracico è la compressioni dei vasi vicino all'ascella. Talvolta ci può essere un collegamento ad un evento traumatico come un colpo di frusta o una distorsione cervicale.
La Sindrome dello sbocco toracico è frequente soprattutto con alcuni strumenti che richiedono posizioni particolari come nei flautisti, nei violinisti o nei chitarristi. Per fare diagnosi di Sindrome dello sbocco toracico è necessario fare, per prima cosa, un accurato esame clinico e, solo dopo, richiedere quei accertamenti mirati, necessari a chiarire il quadro e a proporre la terapia giusta.
La Sindrome dello sbocco toracico si può curare con programmi di rieducazione funzionale, con il rinforzo e l'allungamento dei muscoli anteriori e posteriori del cingolo scapolo-omerale e dei muscoli paraspinali. La chirurgia non è quasi mai un trattamento al quale ricorrere.
La prevenzione della sindrome dello sbocco toracico richiede prima di tutto che siano ridotti al minimo lo stress sulle spalle e sul collo, il mantenimento a lungo di posture rigide e " dure".
Per i flautisti, ad esempio è importante imparare a ridurre l'iperabduzione (sollevamento in laterale) della spalla destra e la rotazione interna della spalla sinistra. L'interruzione a intervalli regolari dell'attività con esecuzione di esercizi di decontrazione e rilassamento sono molto importanti, come anche imparare le tecniche di "risparmio di energia" come può insegnare la tecnica Alexander o altre tecniche analoghe. Solo con una attenta conoscenza delle proprie caratteristiche, della funzione del proprio corpo si possono, evitare molti problemi di natura dolorosa che portano a limitare le potenzialità del musicista.
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