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CASO CLINICO 1
ANNA, LA CHITARRA E I POLPASTRELLI
ANNA ha 25 anni, suona chitarra classica da 10 anni, ha il diploma di conservatorio, e studia per molte ore al giorno, da 3 a 8.
Sui polpastrelli della mano sinistra (mano della tastiera) non si formano calli ma un solco
corrispondente al punto in cui scorre la corda. In questa sede la pelle diventa bianca, poi si stacca e si
rinnova con frequenza di 5 giorni circa. 
La musicista ha tentato di “appianare” quel solco con lime per calli e con creme a base di urea senza
grandi risultati.
Invia alcune foto del problema dove si rileva l’aspetto dei polpastrelli sia a secco che dopo essere
stati immersi in acqua.
La musicista si pone diversi problemi:
- troppa forza nello schiacciare le corde
- scarsa componente di tessuto sottocutaneo del polpastrello
- cute secca ed anelastica
-tecnica con particolare insistenza sullo studio delle scale e per la disposizione delle note lungo la tastiera della chitarra facendo si che il dito tocchi la corda sempre nello stesso punto (cosa che non
avviene ad esempio negli accordi).
Come conseguenze:
La musicista deve sospendere lo studio per dolore.
Ha una presa imprecisa della corda con la nota che "frigge” nel "legato discendente" in cui si
pizzicano le note con la sola mano sinistra.
Le corde si incastrano nel solco, quindi c’è necessità di fare più forza per liberare il dito con un
brutto risultato sonoro.
Commenti dalla visione delle foto e dalla descrizione:
Non sappiamo se la musicista abbia anche lesioni dermatologiche in altre aree, non lo ha detto, per
cui potrebbe esserci molto probabilmente una concomitanza di fattori, traumatici e costituzional i.
1- Troppa pressione sulle corde quando scorre la mano per cambiare tasto? Traumatismo
accentuato dalla prassi di limarsi troppo la callosità che si produce nella zona di contatto con
la corda.
2- Una patologia cutanea, quale il pemfigo, che però di solito è più grave e da soprattutto
lesioni alla bocca o in altre zone sottoposte a stress, ma contrasta con la limitazione delle
lesioni.
3- Ci sarebbe da escludere un lieve difetto congenito del connettivo che si manifesta per il
traumatismo.
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