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Fattori predisponenti e le sindromi da sovraccarico nel musicista.Parte prima

di Cristina Franchini

La sindrome da sovraccarico è una condizione molto diffusa, ma facilmente prevenibile, tra gli strumentisti.
Coloro che ne sono colpiti possono essere trattati adeguatamente combinando la terapia con le modificazioni delle abitudini, o delle attività che l'hanno determinata.
Tutti i musicisti, professionisti o dilettanti, devono imparare a prevenire queste evenienze e a riconoscere i segni premonitori di tali problemi il più precocemente possibile.

Ma cos'è una «sindrome da sovraccarico»?
Questa condizione si determina quando qualunque tessuto biologico (muscolo, osso, tendine, legamento, ecc) è stressato oltre il proprio limite, causando così dei microtraumi.
Queste microlesioni comportano micro sanguinamenti e tumefazione della parte lesionata.
Nei ballerini, per esempio, si tratta spesso di fratture «da fatica» o «da stress», mentre nei musicisti per lo più si tratta di «tendiniti»; la parola è volutamente tra virgolette perché non sempre è il tendine stesso la sede della lesione, ma il muscolo al quale questo si riferisce, tuttavia manteniamo questo termine perché risulta più familiare ed evidente, intendendo comunque l'unità muscolo-tendinea.
Le sindromi da sovraccarico possono essere acute o croniche. Possiamo riscontrare le forme acute nei casi in cui il musicista, prima di andare a riposare, vuole a tutti i costi provare e riprovare una frase musicale o un trillo fino a che non li ritiene corretti. In questo modo lavora per due, tre o quattro ore ripetendo lo stesso passaggio e la mattina seguente si risveglia con la mano dolente, o anche irrigidita.
Le forme croniche sono più insidiose; richiedono più tempo perché si determinino, si presentano all'inizio come una forma di disagio più che di dolore e nel giro di settimane o mesi peggiorano poco a poco.

FATTORI PREDISPONENTI Esistono almeno dieci fattori predisponenti noti:

Predisposizione genetica. Alcune persone sono geneticamente portate ai traumi, come chi è più predisposto a prendere raffreddori. Statisticamente le femmine sembrano più a rischio per sindromi da sovraccarico: le ragioni non sono chiare, forse può dipendere dal fatto che le donne sono più propense a cercare un consiglio medico, o dal fatto che strumenti e partiture sono nate prevalentemente per un fisico maschile? Oppure perché le femmine hanno una struttura muscolare meno robusta e talora più propensa al danno?
Inadeguata condizione fisica. Se i muscoli sono fragili, tesi, poco elastici o non allenati, sono più suscettibili ai traumi rispetto a muscoli elastici e robusti. È per questo che sempre più si raccomanda di mantenere una buona forma fisica e si consiglia di istituire adeguati corsi d'educazione fisica nei conservatori, cosa fino ad oggi inesistente. Comunque negli ultimi tempi sta crescendo la consapevolezza che un'adeguata forma fisica è indispensabile al musicista.
Improvviso incremento del tempo dedicato al lavoro. È una delle cause più frequenti di sindrome da sovraccarico. Capita nelle sessioni di lavoro concentrate, durante quei periodi in cui sono più frequenti esami, concorsi e spettacoli.
Errori tecnici. Un frequente errore tecnico è suonare in modo "duro", con un'eccessiva tensione muscolare.
Succede nella mano sinistra agli archi, quando suonano "forte"; anche se la forza da imprimere all'archetto è forte, la mano sinistra non dovrebbe lavorare con maggiore pressione rispetto a quando si suona "piano".
In genere il musicista non si rende conto di questo. Suonare con una pressione aumentata del 20 -30 % rispetto a quanto necessario ha un effetto cumulativo e porta ad un graduale sovraccarico, infatti le tendiniti dell'arto superiore sinistro sono le lesioni più frequenti riscontrabili tra violinisti e violisti. Sono frequenti anche tra i violinisti dolore alla spalla e al collo, derivanti da una mentoniera troppo bassa o da un inadeguato appoggio alla spalla.
Portare il gomito destro troppo in alto quando si usa l'archetto predispone a problemi alla spalla per eccessivo attrito dei muscoli della cuffia dei rotatori. I violoncellisti subiscono lo stesso rischio se non ruotano lievemente lo strumento verso destra per facilitare l'uso dell'archetto.
Cambio del tipo di strumento. Passare dal violino alla viola, da una misura di strumento ad un'altra, o da uno strumento con il ponte ad altezza diversa dal precedente, predispone al sovraccarico. Qualora si verifichi questa necessità è indispensabile che il musicista entri gradatamente nell'uso dello strumento nuovo, che si dia tempo, due tre settimane, per l'adattamento. Questo vale anche per il cambiamento di repertorio o di maestro.
Abitudini scorrette. Il musicista deve vedere la sua pratica musicale come un'attività fisica. Ma se si interroga un musicista sulle sue abitudini di lavoro, raramente qualcuno riferisce di effettuare un preriscaldamento adeguato: è ritenuto sufficiente fare due o tre scale o un arpeggio per "riscaldarsi". Invece si deve ricordare sempre che lo strumento si suona con tutto il corpo. Un adeguato riscaldamento include esercizi per il collo, le spalle, le braccia, il dorso, la schiena, ecc. Il riscaldamento deve prevedere dolci rotazioni del collo, movimenti del dorso, rotazioni delle spalle, flessioni laterali della schiena, ecc. e una seduta di lavoro non dovrebbe durare più di 45 minuti alla volta e deve essere associata a interruzioni di almeno 5 minuti; così è possibile studiare anche per ore. I passaggi più difficili o quelli che richiedono digitazioni veloci devono essere praticati per periodi brevi, intervallati da altri esercizi per evitare il sovraccarico.
Insufficiente recupero dopo un evento traumatico. Di solito quando il dolore scompare dopo un evento, si è portati a pensare che anche il problema che lo ha causato sia scomparso; niente di più sbagliato. Le tendiniti, gli strappi muscolari, le rachialgie sono condizioni che hanno tutte il loro decorso naturale che va rispettato; la terapia va continuata fino a che il musicista non si senta totalmente libero dal dolore e abbia recuperato tutta la possibilità di movimento, di resistenza, coordinazione e forza.
Postura e atteggiamento scorretti. Attività fisiche come lo Yoga, la tecnica Alexander, sono molto importanti in questo settore; una postura scorretta e altri errori meccanici del corpo sono alla base di frequenti problemi.
Lo stesso vale per il trasporto dello strumento: tanto più pesante è lo strumento, tanto maggiore sarà il problema, soprattutto se la persona è piccola di statura o poco forte. È da evitare il trasporto di uno strumento pesante con una mano sola o su una spalla: questo sbilancia e fa sforzare molto la schiena.
Meglio mettere una tracolla che distribuisce meglio il peso. Ovviamente gli strumento troppo pesanti richiedono il facchinaggio, ma talora possono essere utili piccole ruote.
Oggi ci sono custodie in materiale molto leggero che tolgono peso allo strumento. Nel sollevarlo, ricordarsi di flettere le ginocchia e di portare il peso accollato al corpo.
Attività non musicali stressanti. Sbattere tappeti, strappare erbacce, scrivere a macchina, lavorare a maglia, cucire, fare i lavori di casa, possono essere tutte attività a rischio di tendinite e devono allo stesso modo essere effettuate con attenzione prevenendo i possibili traumatismi.
Varianti anatomiche. Alcuni problemi possono derivare da anomalie congenite anatomiche e condizioni esacerbate dall'attività, come ad esempio la sindrome dello sbocco toracico, le lassità legamentose, certe varianti di connessioni tendinee.

QUALI POSSONO ESSERE I SINTOMI. Come sapere se si ha una sindrome da sovraccarico? Il sintomo principale è il dolore o il fastidio.
Le sindromi da sovraccarico possono essere classificate in 5 livelli:
dolore localizzato in un punto preciso e che scompare se non si suona
dolore in più punti
dolore persistente anche dopo avere sospeso l'attività e che a volte si accompagna a qualche difficoltà di coordinazione
tutti i precedenti, più difficoltà e dolore durante alcune attività quotidiane
tutte i precedenti, oltre al coinvolgimento della parte sofferente anche durante tutte le attività quotidiane.

FINE della parte prima, segue la parte seconda.

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Daniele Franchini