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Fattori predisponenti e le sindromi da sovraccarico nel musicista.Parte seconda

di Cristina Franchini

COMPRESSIONI NERVOSE

Formicolii, disestesie, sensazione di punture di spilli, di scossa elettrica, sono tutte indicazioni di una compressione nervosa, la forma più frequente è al polso, nella sindrome compressiva del nervo mediano che presenta sintomi nelle prime tre dita della mano (pollice, indice e medio). La flessione del polso può scatenare la sintomatologia, come in decima posizione al violino o viola quando il polso è molto flesso.

La compressione del nervo ulnare al gomito è una sindrome cubitale. Il nervo scorre in una scanalatura (doccia epitrocleare) e può essere compresso: durante la flessione del gomito questo canale si restringe e il nervo può essere compresso.

La prima posizione per il cellista e le posizioni alte per viola e violino sono posizioni molto vulnerabili. Una possibile causa di rischio degli archi è che sono gli stessi muscoli che stanno attorno al nervo ulnare a permettere di premere le dita contro la tastiera e mantenere il polso nelle posizioni più alte. Quando questi muscoli sono in azione e si contraggono aumentano la pressione sul nervo e lo comprimono. I sintomi di sindrome del tunnel cubitale sono altre al dolore anche il formicolio al quarto e quinto dito con perdita di coordinazione.

I nervi possono essere compressi anche al collo e determinare sintomi simili nelle mani.

L’EMG (elettromiografia) serve a precisare la sede ed entità della compressione.

TRATTAMENTI

Il trattamento principale è il riposo, ma è noto che proporre ad un musicista di sospendere l’attività è un’utopia, per cui è meglio parlare di riposo relativo, cioè ridurre piuttosto che sospendere. È ovvio che l’entità della sospensione deve essere proporzionale al problema. Per uno studente è meglio sospendere in modo più drastico, anche se per un periodo breve, magari anche rimandando un’audizione piuttosto che suonare male a causa di un problema. Durante il periodo di riposo, la tecnica deve essere rivalutata da un esperto che osservi soprattutto se esistono aree di stress o tensione. Se il medico o il maestro ritengono che ci siano elementi significativi è necessario impostare un programma di rieducazione con biofeedback. Questo può essere usato sia per valutare il rilassamento muscolare durante l’attività, che per valutare lo stato muscolare in genere. Anche le lezioni di tecnica Alexander possono esser molto utili.

È importante fare dei semplici esercizi di rinforzo per mantenere l’estensibilità e il movimento dei muscoli sofferenti. Saranno preceduti da movimenti leggeri per rilassare la parte affetta. Gli esercizi di rinforzo devono essere condotti fino al limite del dolore. Mano a mano che il dolore migliora si aggiungeranno altri esercizi. È opportuno farsi supervisionare da un fisioterapista, ma gli esercizi dovranno continuare quotidianamente a casa. Gli esercizi riguardano muscoli delicati, quindi ogni esercizio deve essere fatto con attenzione.

È molto efficace la termoterapia sotto forma d’impacchi di ghiaccio e calore moderato. Il calore dovrebbe essere usato prima di fare degli esercizi mentre il ghiaccio dovrebbe essere applicato dopo, per 5 –10 minuti. Nelle forma acute è opportuno usare ghiaccio; gli antinfiammatori sono utili, ma non come terapia d’attacco.

ATTIVITA’ QUOTIDIANE

Una delle principali cause del fallimento dei trattamenti è trascurare gli effetti che hanno anche le attività quotidiane durante il periodo di trattamento. Fintanto che c’è presenza di dolore mentre il musicista si lava i denti, si pettina o si rade, deve essere proseguito il trattamento. In questo periodo devono esser valutate le attività quotidiane e il riposo relativo va esteso anche ad esse.

ALTRE TERAPIE

Il trattamento chirurgico è raramente indicato, così come le infiltrazioni endoarticolari. Utili saranno invece i tutori che limitino l’uso dell’arto dolente, ma spesso è difficile spingere una persona ad usare nella quotidianità l’arto non prevalente, soprattutto senza obbligarla a sovraccaricarlo.
In sintesi, la sindrome da sovraccarico, che può essere la sventura di un musicista professionista, ma anche di uno studente, può essere prevenuta e trattata con successo soprattutto quando si applicano le regole della corretta prevenzione.

FINE della parte seconda, torna alla parte prima

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Daniele Franchini