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Le unghie dei musicistidi Cristina Franchini *Quale importanza danno i musicisti alle loro unghie? in quale modo queste sono coinvolte nella pratica dello strumento, e quali sono gli accorgimenti messi in pratica per proteggerle o per risolvere un eventuale problema? In una recente inchiesta basata su queste domande e posta a diversi musicisti, hanno risposto 140 persone di età tra 15 e 59 anni (età media, 35 anni). Gli strumenti interessati erano per la maggior parte archi e corde (violino, viola, violoncello, chitarra classica e moderna, contrabbasso, liuto e arpa) seguiti da tastiere (pianoforte, organo e clavicembalo) e infine fiati (oboe, clarinetto, tuba, trombone sax), oltre alla fisarmonica. Erano soprattutto musicisti professionisti e studenti. Dall'inchiesta è emerso che quasi tutti i musicisti che suonano strumenti a corde tengono le unghie della mano sinistra molto corte eccetto, talvolta, quella del pollice, ciò al fine di evitare errori possibili ad esempio con un'unghia troppo lunga, che rischierebbe di "inciampare" sulla corda o sul manico dello strumento. I chitarristi invece, di solito, lasciano lunghe le unghie della mano destra, soprattutto quella del pollice; altri tagliano l'unghia del pollice in modo molto particolare per garantire un buon contatto con la corda, altri ancora lasciano lunghe le unghie del IV e V dito in ragione di un "equilibrio corretto della mano". I chitarristi hanno necessità che le unghie della mano destra fungano da archetto, scivolino sulle corde, garantendo la velocità e fungendo da controspinta. Essi auspicano di avere unghie solide e robuste; la minima asperità può generare una riduzione della qualità del suono, quando invece le unghie dovrebbero permettere di modularlo. Per altri musicisti, come per i suonatori di archi, sono necessarie unghie corte per avere un buon contatto tra polpastrello e tastiera, ma non troppo corte perché, come succede negli strumenti a corda, se le unghie della mano sinistra sono troppo corte si presenta il problema della perdita di precisione durante l'appoggio del dito, con relativa comparsa di dolore, perché la polpa può sormontare il bordo dell'unghia irritandola, nel qual caso la pressione sul tasto ne risente, sia per la presenza di dolore, che per assenza della contro-pressione al polpastrello (come accade invece con un'unghia sistemata nel modo giusto), con evidente risentimento sulla sonorità. I violinisti necessitano di un sostegno e di una controspinta all'estremità del dito che si appoggia sulla corda. Le unghie della mano sinistra troppo lunghe interferiscono con l'appoggio della corda sulla tastiera, con conseguente contatto impreciso e talvolta perdita di scorrevolezza sulla tastiera stessa. Se un chitarrista ha le unghie della mano destra troppo corte, rischia un'infiammazione del polpastrello, con una limitazione della pressione delle corde sulla tastiera e impossibilità ad eseguire passaggi rapidi. Invece le unghie troppo lunghe nella mano destra possono agganciarsi alle corde interferendo con la velocità di esecuzione. Per alcuni c'è il rischio di disequilibrio della mano, con una perdita di omogeneità: il suono diventa allora metallico, duro. Unghie troppo lunghe disturbano i pianisti perché ne risulta un'aderenza minore del polpastrello. Qualcuno inoltre si lamenta del rumore al momento di battere il tasto, altri riferiscono un'incertezza del dito. I pollici possono rimanere incastrati tra i tasti per l'agganciarsi dell'angolo esterno dell'unghia tra un tasto e l'altro. I pianisti hanno bisogno che le unghie svolgano un ruolo di supporto per l'ultima falange, una protezione e un aumento della superficie di tocco premendo in avanti la cute del polpastrello. Se le unghie sono troppo lunghe, la pressione del dito sul tasto del pianoforte può provocare dolore, l'unghia può sollevarsi, la cute sotto ungueale si lacera e il dolore associato all'assenza della controspinta data all'unghia stessa può rallentare l'esecuzione. Nei fiati, soprattutto gli ottoni proiettano la forza dalle braccia fino alle dita favorendo il passaggio del suono dall'imboccatura al corpo dello strumento e se le unghie sono inadeguate può comparire una sensazione di squilibrio di tocco e di forza; i problemi sono soprattutto le unghie troppo corte che modificano la pressione sulle corde. Tutti i musicisti risultano essere molto attenti alle loro unghie, a non avere dolore e a non essere impediti da esse nella corretta esecuzione. Questo è uno studio singolare e sorprendente sotto molti aspetti, generalmente mai affrontato scientificamente. Per fortuna sono i musicisti stessi a manifestare il maggiore interesse, dimostrando che tanto maggiore è l'esperienza tanto più il musicista si pone domande su eventuali problemi da risolvere. Molti professori asseriscono che i loro studenti avrebbero migliori prestazioni se ponessero più attenzione alle unghie, ma che per rendersi conto di questo fatto occorre molto tempo. Come si può capire, non solo i musicisti di strumenti a corde hanno problemi con le unghie: i pianisti rompono gli angoli delle unghie contro i bordi dei tasti, soffrono al tocco sulla tastiera se hanno un'unghia rotta o troppo corta. Dal lavoro in questione emerge come siano ancora pochi i musicisti che fanno veramente attenzione alle proprie unghie e che le irrobustiscono, fatta eccezione per i chitarristi. Questi usano strati di colla o resina simile a quelle che si usano per le otturazioni dentarie o per creare unghie artificiali. Simili prodotti si possono trovare anche negli studi estetici o si possono acquistare kit predisposti. Pare siano poche le persone che ricorrono alle resine acriliche, probabilmente perché care o per la difficoltà a far adattare l'unghia alle esigenze del musicista. L'unghia perfetta deve avere una consistenza ed una plasticità analoghe all'unghia naturale, deve restare salda, non deve piegarsi e non deve danneggiare l'unghia sottostante mentre essa ricresce. Deve essere limabile e regolarizzabile secondo le necessità. * (tratto da un lavoro del dottor Jean-Michel Gervaz) |
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